LA TERAPIA
CHIRURGICA LASER (uvulofaringopalatoplastica a mezzo laser co2)
La roncopatia (patologia del russare) può essere risolta
con un intervento meno traumatico della
chirurgia tradizionale. A differenza di
quest’ultima, l’uvulofaringopalatoplastica
a mezzo laser CO2 pulsato si realizza in
anestesia locale senza necessità
di ricovero (day hospital).
L’intervento
avviene nell’arco di un’unica
seduta di circa trenta minuti, é
assolutamente indolore, a cominciare dalla
pratica anestesiologica, somministrata attraverso
nebulizzazione sulla mucosa. Il laser ad
anidride carbonica pulsato é uno
strumento preciso ed efficace, in grado
di eliminare definitivamente (74% dei casi)
o comunque di ridurre notevolmente (22%
dei casi) il disturbo del russare.
La terapia
- messa a punto negli Stati Uniti e approdata
in Italia solo da pochi anni - é
talmente priva di controindicazioni da essere
consigliata anche a chi accusa un russamento
semplice ma si rivela soprattutto ottimale
per chi non può affrontare grossi
stress chirurgici e post-operatori o teme
semplicemente l’ospedalizzazione.
“L’uvulofaringopalatoplastica
a mezzo laser - spiega il dottor Carlo Alberto
Pallaoro, specialista in chirurgia plastica
a Padova - prevede l’allargamento
dello spazio orofaringeo in modo da eliminare
o ridurre l’ostruzione del palato
molle verso la mucosa posteriore ed i pilastri
tonsillari. Il laser CO2 consente di intervenire
con maggiore precisione rispetto al bisturi,
senza il minimo sanguinamento (questo grazie
al suo effetto fotocoaugulante). Riducendo
per vaporizzazione alcune strisce del palato
molle - intervenendo tra l’altro sui
pilastri, sull’arcata e sull’ugula
- si aumenta attraverso la cicatrizzazione
la tonicità dei tessuti vibranti,
facendoli ritirare.” Ripristinato
il flusso aereo, scompaiono di conseguenza
quelle sonore e fastidiose vibrazioni caratteristiche
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