Russare: Sintomi

Con il termine russare si identifica quel suono cupo e profondo che si associa, durante il sonno, all’attività respiratoria.

A causarlo è l’aria. Nello specifico l’impossibilità che l’aria ha di circolare liberamente nelle vie aeree. Tale difficoltà può essere dovuta ad una deviazione del setto nasale, all’ingrossamento di tonsille e adenoidi, al rilassamento del palato molle o all’abbondante presenza di muco nelle vie respiratorie (ad esempio per i sintomi da raffreddamento).

Nella maggior parte delle occasioni si giunge al russamento per un’atonia dei muscoli del palato molle (ugola compresa) che causa il restringimento della cavità delle prime vie aeree. Questa mancanza di tonicità dei muscoli è facilmente riscontrabile nei soggetti di età avanzata, fra i quali il russare è una pratica diffusa. Fra le altre cause che possono concorrere alla perdita di volume delle cavità nasali vi sono anche anomale escrescenze tissutali (i polipi), infiammazione e irritazione della mucosa nasale (rinite) e infiammazione dei seni paranasali (sinusite).

Il russare è un sintomo anche della OSAS ovvero della Sindrome occlusiva delle apnee notturne. Tale condizione nasce da un’atonia dell’apparato muscolare della gola (20 sono i muscoli interessati) e delle profonde vie aeree, condizione questa che porta ad un’occlusione e a una conseguente impossibilità (parziale o totale) di circolazione dell’aria.

A russare è la gran parte della popolazione. A chiunque infatti è capitato di emettere quel suono roco e profondo che contraddistingue il sonno anche solo a causa di un noioso raffreddore. Molti sono i russatori abituali che si calcola rappresentino il 30% della popolazione al di sopra dei 30 anni. Una percentuale destinata a salire al 40% nella fascia degli over 40. Anche i bambini non escono immuni da questa statistica che li vede partecipi con una percentuale del 6%.  È curioso osservare il numero di persone che trovano fastidioso il russare del partner: il 60% infatti si lamenta per i suoni notturni emessi dal compagno di letto.

I fattori che incidono sul russare sono molteplici e si possono presentare singolarmente o contemporaneamente. Fra questi vi sono: eccessivo sovrappeso (l’adipe tende a depositarsi anche intorno al collo), il consumo abbondante di alcolici, l’uso di farmaci sedativi, ma anche difformità fisiche quali una lingua molto sviluppata (macroglossia) o al contrario un mento piccolo e in posizione retrostante (retrognazia).

Per capire la causa scatenante il rumore notturno è consigliabile sottoporsi ad una visita specialistica. Per risolvere il problema e correggere la causa, in alcuni casi, è consigliabile il ricorso alla chirurgia capace di portare alla normalità la ventilazione. Interventi in tal senso sono la uvulofaringopalatoplastica, la rimozione delle adenoidi (adenoidectomia), delle tonsille (tonsillectomia) o la correzione del setto nasale deviato (settoplastica).

Russare è una manifestazione associata a molteplici patologie, condizioni e disturbi fra i quali vi sono: nanismo (disordine genetico definito acondroplasia), allergie a carico dell’apparato respiratorio, infezioni della faringe (faringite), Herpes Zoster (infezione nota con il nome popolare di Fuoco di Sant’Antonio), influenza, infezione dell’orecchio (mastoidite) e otite.

Russare: Fattori aggravanti

Difficilmente un soggetto si rivolge al proprio medico semplicemente perché russa. Questo perché la maggior parte delle persone non considera affatto il russamento come una patologia da prevenire e curare, ma soltanto come un “difetto” da sopportare con rassegnazione entro le mura domestiche. E’ più facile invece che una persona arrivi allo studio del medico spinta da quelli che sono i sintomi del disturbo: sonnolenza diurna, persistenti cefalee, scarsa concentrazione, deambulazione difficoltosa, aritmie e ipertensione. Messo al corrente dei malesseri, il medico – per poter effettuare una diagnosi più approfondita – potrebbe richiedere la collaborazione del partner o dei famigliari per ricavare alcune utili informazioni sul tipo di russamento, la sua rumorosità ed intermittenza, nonché sugli strani comportamenti ed eventuali sbalzi d’umore del paziente.

Un fattore che predispone alla roncopatia é senz’altro l’obesità in quanto i depositi di adipe sul collo favoriscono le vibrazioni dell’ugula: una prevenzione in questo senso potrebbe essere fatta mantenendo il peso entro la norma. C’é inoltre una correlazione tra russamento ed età: dopo i quarant’anni, il disturbo é più frequente e si accentua man mano che trascorrono gli anni. Ma ci sono altri fattori che scatenano la roncopatia e sono quelli legati ad anomalie o deformazioni di tipo fisiologico.

Nella tabella pubblicata qui sotto sono riportate le principali situazioni cliniche della roncopatia. Le cause ed i fattori aggravanti sono:

  • Età: Il progressivo rilassamento dei tessuti comporta una maggior incidenza di roncopatia.
  • Sovrappeso: L’adipe accumulato attorno alle prime vie respiratorie rende il passaggio dell’aria ancora più stretto.
  • Condizioni anatomiche particolari: Palato molle spesso, le tonsille o le adenoidi ingrandite possono limitare le vie respiratorie.
  • Morfologia dell’ugula: La parte triangolare di pelle che pende dal vostro palato molle può limitare il flusso d’aria e aumentare le vibrazioni.
  • Difficoltà respiratoria nasale: Allergie e/o setto nasale deviato possono limitare il flusso d’aria attraverso il naso.
  • L’alcool e determinate medicine (tranquillanti) influenzano il vostro sistema nervoso centrale e causano il rilassamento estremo dei vostri muscoli, compreso quelli della gola.
  • Posizione del dormire: Dormire supino favorisce per gravità l’ostruzione delle prime vie aeree attraverso lo scivolamento della lingua verso la gola.