Apnea notturna

apnea notturnaLe apnee notturne sono un problema piuttosto diffuso che comporta la interruzione della normale respirazione durante il sonno. Gli episodi di apnea notturna possono capitare più volte durante la notte.  La durata della sospensione della respirazione varia da qualche secondo fino a più di un minuto. Nella maggioranza dei casi il paziente da sveglio non riesce a fare una apnea volontaria della durata di quelle notturne. Questo è indicativo del tipo di sforzo che il paziente soggetto a questa sindrome deve sopportare tutte le notti per molte ore. La respirazione dopo l’apnea di solito riprende con un russamento molto rumoroso.

Le apnee notturne sono una condizione patologica cronica che influenza negativamente con la qualità del riposo notturno e quindi il paziente si sente stanco al risveglio ed è soggetto a sonnolenza diurna.

La patologia quasi sempre non viene diagnosticata dal medico di famiglia e spesso nemmeno il paziente sa si essere soggetto. Questo rende difficoltosa la adeguata correzione del problema. Il partner è la persona che di solito accusa il problema ma purtroppo tende a considerarlo come una semplice caratteristica del dormire pesante.

La sospensione della respirazione può essere dovuta a l’apnea ostruttiva (collasso delle prime vie aeree che interrompono il flusso dell’aria) oppure apnea centrale (interruzione degli impulsi cerebrali della respirazione). La seconda causa è molto meno diffusa e di solito e legata ad altre patologie o all’assunzione di determinati farmaci.

Apnea notturna ostruttiva

La sospensione della respirazione è dovuta al collasso delle vie respiratorie e al conseguente blocco del passaggio dell’aria. Il paziente cerca di respirare ma l’aria non passa perché il palato molle e la lingua ostruiscono il passaggio. Questo tipo di apnea è diffusa tra le persone in sovrappeso perché gli accumuli di grasso favoriscono l’ostruzione delle vie aeree. L’apnea ostruttiva è necessariamente legata al russamento.

Apnea notturna centrale

Tipo di apnea del sonno molto meno diffusa nella quale il cervello non invia i segnali elettrici corretti ai muscoli della respirazione. Il soggetto durante il sonno si dimentica di respirare. Gli episodi di questo tipo hanno una durata minore rispetto a quella ostruttiva. L’apnea centrale comunemente è dovuta all’assunzione di alcuni farmaci oppure a determinate patologie. L’apnea centrale non comporta necessariamente anche il russamento.

Apnea notturna: Cause

Quando il paziente è sveglio i muscoli interessati mantengono dinamicamente aperte le vie aeree e di conseguenza l’area passa senza problemi. Quando il paziente dorme ed è disteso, tali muscoli si rilassano e non contribuiscono a mantenere aperte le vie aeree.

Un paziente “normale” anche con i muscoli rilassati non subisce alcuna difficoltà di respirazione durante il sonno. Se invece il paziente presenta determinate caratteristiche, le vie aeree si riducono aumentando la resistenza al flusso d’aria provocando il rumore della roncopatia e si verificano gli episodi di apnea notturna. Le caratteristiche sono:

  • Accumuli adiposi attorno alla tracchea
  • Eccessivo rilassamento dei muscoli delle vie aeree
  • Forma e dimensione eccessiva della lingua e delle tonsille
  • Palato molle cadente
  • Perdita di tonicità dei tessuti in generale dovuta all’invecchiamento)

Quando le vie aeree si ostruiscono, i polmoni non ricevono aria e si verifica una brusca caduta del livello di ossigeno nel sangue. Quando il cervello percepisce che il livello di ossigeno nel sangue è troppo, invia impulsi ai muscoli che si irrigidiscono tenendo aperta la trachea. Dopo un episodio d’apnea, la respirazione riprende con un “colpo forte”  di russamento. Il paziente riprende a respirare fino al prossimo episodio che potrebbe essere anche molto ravvicinato.

I ricorrenti abbassamenti del livello di ossigenazione ematica e la conseguente scarsa qualità del sonno possono provocare l’aumento della frequenza cardiaca e del rischio di patologie gravi quali ipertensione, infarto, aritmie e ictus. L’apnea del sono può essere anche responsabile di alterazioni del metabolismo, obesità e diabete.

Fattori di rischio

L’apnea notturna ostruttiva è una condizione patologica molto comune. Circa il 50% dei pazienti soggetti alla malattia è in sovrappeso. La malattia è più comune in pazienti di sesso maschile ed aumenta l’incidenza con l’invecchiamento. Si è riscontrato una certa familiarità con la patologia.

Se le vie respiratorie sono strette, aumenta il rischio di apnee notturne. Le vie aeree possono essere strette per una specifica anatomia oppure perché infiammate da altre patologie o allergie.

Oltre la metà dei pazienti con apnea hanno ipertensione arteriosa.

I fumatori sono più soggetti a soffrire della patologia. Si sono evidenziati collegamenti con malattie metaboliche come il diabete, malattie cardiache e ictus.

Apnea notturna: Sintomi

Il sintomo più ricorrente dell’apnea notturna è la roncopatia (il russare). Il rumore del russare diventa più forte con il paziente supino e può diminuire con il paziente di lato. Il russatore non soffre necessariamente di apnee notturne.

Il secondo sintomo è la sonnolenza diurna. Chi durante la notte a lottato con l’apnea, non ha riposato e di conseguenza si alza dal letto stanco. Queste persone hanno una facilità estrema nel prendere il sonno in pochi istanti.

Il mal di testa alla mattina può essere un segnale di riposo problematico.

Altri sintomi della patologia possono essere:

  • Gola secca al risveglio
  • Irritabilità e sbalzi d’umore
  • Difficoltà di apprendimento e memorizzazione

Cura

Per curare l’apnea notturna ostruttiva è necessario migliorare il passaggio dell’aria attraverso le prime vie aeree.  Ci sono alcuni accorgimenti d’ igiene del sonno che possono ridurre efficacemente il problema.

Cura comportamentale

  • Importante dimagrire in caso di sovrappeso
  • Non bere alcolici a cena
  • Consumare una cena leggera
  • Evitare tisane o camomille prima di coricarsi
  • Prendere una tazzina di caffè
  • Dormire di lato e non supini
  • Curare le allergie
  • Liberare bene il naso prima di andare al letto

Cura dell’apnea con il CPAP

In commercio ci sono diversi modelli di CPAP che coinvolgono variamente bocca e/o naso. Trattasi di un dispositivo che “spinge” l’aria all’interno dei polmoni. Il passaggio “forzato” dell’aria non richiede quindi l’inspirazione faticosa del paziente che fatica con l’attrito del palato molle.

Il CPAP risolve il problema dal punto di vista “aerodinamico” ma spesso acutizza altri disagi. Il paziente che usa il CPAP spesso lamenta una frustrante esperienza di “sottomissione” alla macchina e un imbarazzante rapporto con il partner.

Cura dell’apena notturna con il laser

La chirurgia laser permette di dare letteralmente un taglio al problema. L’ intervento chirurgico riduce nell’adeguata proporzione i tessuti che ostacolano il flusso dell’aria. Sono coinvolti nella procedura principalmente il palato molle e ugula. In alcuni casi si riduce anche il pilastro tonsillare.

L’ uvulofaringopalatoplastica a mezzo laser è realizzata in anestesia locale. Il paziente può tornare alle normali attività praticamente subito dopo l‘intervento. Non sono previste medicazioni post operatorie. Durante la convalescenza il paziente potrà usare uno spray analgesico per lenire il dolore.