Perchè si russa?

Il flusso aereo normale nel sonno

La normale respirazione è attraverso le narici. Così dovrebbe essere anche durante il sonno. Respirare con la bocca, dunque è un fenomeno non fisiologico, che diventa necessario quando esistono degli impedimenti alla respirazione attraverso il naso.

Nella respirazione nasale l’aria passa attraverso un percorso che è posteriore al cosiddetto istmo delle fauci, il restringimento tonsillo palatale. Infatti, dalle narici, il flusso dell’aria attraversa la rinofaringe, l’orofaringe e poi l’ipofaringe, non coinvolgendo mai la parte orale.

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La difficoltà respiratoria: la roncopatia

Il fenomeno del russamento è primariamente acustico, di intensità variabile e non sempre collegato direttamente alla gravità della situazione.

Il russamento avviene per il difficoltoso passaggio dell’aria attraverso le prime vie aeree durante il sonno. La conseguente vibrazione dei tessuti molli è la causa del caratteristico suono. Il rilassamento durante il sonno dei muscoli della bocca, della lingua e della gola, rendono ancora più difficoltoso il passaggio dell’aria.

Quando il flusso dell’aria è ostacolato da una condizione di riduzione del diametro dell’abituale via respiratoria, l’aria inspirata entra a velocità maggiore, e provoca un aumento della pressione negativa inspiratoria.

Questo, con la ridotta pervietà del canale aereo, favorisce la roncopatia, che può essere determinata sia in caso di respirazione nasale, che orale, visto che gli ostacoli a carico delle vie respiratorie possono essere localizzati nel naso, nell’orofaringe e nell’ipofaringe (deviazione del setto, ipertrofia dei turbinati). La conseguenza è la vibrazione del palato molle e delle strutture vibratili durante l’inspirazione.

Quanto più ridotte sono le vie aere più difficile diventa la respirazione durante il sonno fino a trasformarsi in apnea notturna (si smette di respirare per qualche secondo).